L’Italia ha notificato alla Commissione europea il 18 giugno 2025 la norma tecnica derivante dal Disegno di Legge n. 413, presentato al Senato il 16 dicembre 2022, che introduce nuove disposizioni in materia di produzione e vendita del pane. Questo passo è obbligatorio per le norme che potrebbero impattare il mercato unico dell’UE.
Obiettivi principali della normativa
- Garantire maggiore trasparenza per i consumatori, specialmente riguardo ai prodotti da forno parzialmente precotti venduti nei supermercati.
- Valorizzare la filiera italiana, assicurando che i clienti siano informati se il prodotto è stato interamente realizzato in Italia o solo completato dopo fasi di lavorazione all’estero.
Punti chiave e novità per il settore
- Etichettatura chiara sull’origine: Sarà obbligatorio indicare esplicitamente in etichetta se le fasi di produzione (impasto, lievitazione, semicottura o cottura) avvengono in altri Paesi UE o extra-UE.
- Focus sul pane precotto: Verrà richiesto di specificare se il pane è stato parzialmente cotto altrove prima della vendita, per evitare ambiguità.
- Definizione rigorosa di “pane fresco”: Questa denominazione sarà riservata solo al prodotto ottenuto da un processo continuo, senza interruzioni per congelamento o surgelazione, e che venga venduto entro 72 ore dalla lavorazione.
- Divieto di espressioni fuorvianti: Verranno proibite espressioni come “pane di giornata”, “appena sfornato” o “pane caldo” se non corrispondono alla realtà effettiva del prodotto.
- Rafforzamento del mutuo riconoscimento: L’articolo 14 della normativa disciplina la libera circolazione del pane nell’UE, assicurando che le norme italiane non ostacolino la commercializzazione di prodotti legittimamente fabbricati in altri Stati membri.
- Sostituzione normativa: La nuova legislazione andrà a sostituire il precedente Decreto 131/2018.
Dopo la notifica alla Commissione UE, seguirà un periodo di standstill (solitamente 3 mesi) durante il quale Bruxelles e gli altri Stati membri potranno esaminare la compatibilità della norma con le regole del mercato unico. In assenza di obiezioni, l’Italia potrà procedere con l’approvazione definitiva
