Il D.Lgs 102/2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 4 luglio scorso, entrerà in vigore il 19 luglio, introducendo significative integrazioni e correzioni al D.Lgs 18/2023, il quale attua la direttiva (UE) 2020/2184 sulla qualità delle acque destinate al consumo umano. Questa normativa mira a una più coerente applicazione della disciplina europea, rappresentando una svolta per la riduzione dei livelli di sostanze pericolose nelle acque e affrontando la crescente preoccupazione per composti emergenti quali interferenti endocrini, prodotti farmaceutici e microplastiche.
Le principali modifiche e innovazioni includono quanto segue.

 

  • Limiti PFAS: La somma dei PFAS indicati è ridotta da 0,50 µg/l a 0,10 µg/l. L’obbligo di rispetto di tale parametro decorre dal 12 gennaio 2026.
  • Limite TFA: Viene introdotta una nuova soglia per l’acido trifluoroacetico (TFA), molecola diffusa ma finora non regolamentata, fissata a 10 µg/l. Questa soglia sarà obbligatoria dal 12 gennaio 2027.
  • Sistema ReMaF: È introdotto il sistema ReMaF per l’autorizzazione di reagenti chimici, materiali filtranti e dispositivi di trattamento.
  • Comunicazione e Trasparenza: è previsto un rafforzamento della comunicazione tra gestori, autorità e utenti, con l’obbligo di aggiornamento dei Piani di Sicurezza dell’Acqua (PSA).
  • L’Anagrafe Nazionale Territoriale delle Acque (AnTeA), piattaforma digitale per l’acquisizione, il controllo, la gestione e l’analisi dei dati sulle acque, viene estesa.
  • Le informazioni sulla qualità delle acque dovranno essere comunicate ai cittadini in modo trasparente tramite strumenti digitali.
  • Obblighi per Edifici Prioritari: tutti gli edifici prioritari, quali scuole, ospedali, strutture sanitarie e ricettive, sono ora tenuti a dotarsi di un Piano di Autocontrollo della qualità dell’acqua. Questo piano deve includere monitoraggi interni per parametri specifici come Legionella e piombo, al fine di tutelare i soggetti più vulnerabili.